Sanremo 2026
Sanremo 2026: Andrea Pucci NON sarà co-conduttore, c’è il dietrofront
Dopo l'annuncio arriva il dietrofront: Andrea Pucci NON sarà co-conduttore di Sanremo 2026 dopo le polemiche e l'ombra di Tele Meloni.
Tv Italiana 08/02/2026

Dopo quarantotto ore di polemiche, arriva un imprevisto cambio di programma sulla scaletta di Sanremo 2026: la già annunciata presenza di Andrea Pucci come co-conduttore nella quarta serata del 27 febbraio 2026 è stata cancellata. A rendere nota la decisione è stato lo stesso milanese in alcune dichiarazioni apparse su La Stampa: “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili. Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno. Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre!”. Accusato di aver fatto battute offensive, omofobe e misogine, Pucci molla la conduttrice in quanto dice di esser sentito offeso. Un colmo per un comico.
Sanremo 2026: Andrea Pucci NON sarà co-conduttore, le sue dichiarazioni
Le dichiarazioni di Andrea Pucci continuano così: “E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell’uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l’intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce , gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell’annunciata partecipazione a Sanremo altera il patto fondamentale che c’è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare. A 61 anni, dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene. Devo e voglio ringraziare Carlo Conti, la Rai, e tutti coloro che hanno creduto, pensato e proposto questa occasione che avrebbe significato per me una meravigliosa celebrazione. Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l’uomo di destra e l’uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”.
Andrea Pucci scarica Sanremo 2026: il Governo Meloni corre a prendere le sue difese
La presenza di Andrea Pucci al Festival di Sanremo 2026 aveva fatto gridare all’ennesima decisione politicizzata più che artistica, con chiari riferimenti ad una Rai sempre più Tele Meloni. Ed evidentemente queste accuse erano giuste: dopo circa 30 minuti delle “dimissioni” ufficiali di Pucci, la Premier Meloni ha pubblicato un suo controverso messaggio social sulla faccenda: “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco. Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera “sacra” la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”. (fonte)
Anche il vice premier Matteo Salvini ha detto la sua: “Insulti e minacce dalla sinistra, Andrea Pucci via da Sanremo. Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso”. (fonte) E visto che non c’è due senza tre, anche Antoni Tajani si è mobilitato per prendere le difese di Andrea Pucci e strumentale la vicenda per andare contro le forze politiche di opposizione: “L’ultima vittima del politicamente corretto è Andrea Pucci, che ha rinunciato a Sanremo per le polemiche esplose intorno alla sua satira. Perché questo doppiopesismo culturale? Difendere la Libertà significa anche difendere la libertà di espressione e di parola, artistica e culturale. Non è accettabile che qualcuno voglia imporre un pensiero unico, soprattutto sui mezzi di comunicazione pubblica. Ad Andrea Pucci e alla sua famiglia va la mia solidarietà per le minacce ricevute”. (fonte) Se qualcuno avesse ancora dubbi, i nostri signorini della politica ce li hanno schiariti. Tele Meloni esiste… e fa innervosire parecchio.








