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Direttore Rai Mellone attacca chi vuol salvare Rai Scuola dalla chiusura
Con una sequela di frasi degne di una lite a Uomini e Donne, Angelo Mellone difende il suo canale basato su Linea Verde che spingerà alla chiusura Rai Storia.
Tv Italiana 27/08/2026

Come vi abbiamo raccontato in questi giorni, anche a fine agosto la Rai è assediata da grandi polemiche. E ci stiamo riferendo al pessimo trattamento che sta ricevendo Sigfrido Ranucci ma del caso Rai Scuola: il canale 57 del digitale terrestre da due anni senza produzioni originali è stato spinto al fallimento – stando alle parole di una collaboratrice interna – e per questo sarà presto chiuso e sostituto con un canale basato sulla messa in onda dei programmi fortemente voluti dal direttore Rai meloniano Angelo Mellone. Nel palinsesto del nuovo canale dal titolo “Italiana – Powered by Rai” sono previste ore e ore di “Linea Verde”, almeno 17 spazi settimanali dedicati a Federico Quaranta e una accozzaglia di vari programmucoli come “Musica Mia”, “TOP – Tutto Quanto fa Tendenza” o il talk show con la leghista Simona Arrigoni “Eccellenze Italiane”. Una offerta definita da molti “sovranista”, che spazza via la cultura di Rai Scuola con le sue lezioni di storia e scienze per proporci al suo posto parmigiane di melanzane e zucchine. Era ovvio che questa scelta avrebbe mosso una protesta, persino una raccolta firme giunta a 75.000 sottoscrizioni in appena quattro giorni. Ovvio per tutti… ma non per il direttore Angelo Mellone che via social, fra le righe, attacca chi manifesta la sua voglia di cultura in tv.
Direttore Rai Mellone attacca chi vuol salvare Rai Scuola dalla chiusura
Attraverso una improbabile gallery fotografica condivisa assieme a Federico Quaranta, il direttore Rai Mellone ha deciso di rispondere indirettamente a tutti coloro che stanno manifestando per la chiusura di Rai Scuola e la apertura al suo posto di Italiana – Powered by Rai: “Piccole indicazioni per intellettuali smarriti – Un breve viaggio nel buonsenso per ritrovare la bussola” – scrive in apertura per poi iniziare con una serie di teorie degne di Tina Cipollari – “1. Se avete un problema con le sagre, mangiate il sushi decongelato; 2. Se avere un problema con i borghi, restate nella ZTL; 3. Se avete un problema con chi difende le tradizioni, festeggiate Halloween. 4, Se avete un problema con le vostre radici, andate da uno bravo; 5. Se avete un problema con l’identità italiana, quello bravo non basta; Qualcosa imparerete“.
Ed è proprio quella chiosa finale – quel “Se avete un problema con l’identità italiana, uno bravo non basta. Solo così capirete” – a mettere nero su bianco la volontà di Angelo Mellone di attaccare i fan di Rai Scuola e al tempo stesso difendere un canale tv basato su ondate di repliche, dai contenuti logori, stra-visti e stantii. Uno sfottç de direttore che oramai sembra esser diventata una sorta di guerra personale più che la voglia di assecondare gusti e interessi dei telespettatori Rai. Un guanto di sfida che Mellone lancia agli “intellettuali smarriti” che dovrebbero acculturarsi davanti dalla tredicesima puntata di Linea Verde girata fra i vicoli delle pastaie di Bari Vecchia, chi dovrebbe accrescere il proprio sapere rivedendo per l’ottava volta come si prepara uno spaghetto allo scoglio o magari deve innalzare la propria cultura con l’onnipresente Peppone che sballonzolando qui e là urla improbabili detti popolari letti dal gobbo utili solo a riempire il vuoto pneumatico del suo Camper Osteria Italia.
Nella sola ultima stagione televisiva, fra Rai Uno, Rai Due e Rai Tre, i programmi sul territorio sono già una infinità. E spesso sono anche poco seguiti se non sono piazzati attorno all’ora di pranzo.Qual è il secondo di offrire i medesimi prodotti anche su un quarto canale? E aggiungiamo che il vizietto di Tele Meloni di cancellare la cultura in tv non è una cosa nuova: oltre al chiacchierato smantellamento di Rai Tre – dove Via del Matti n°0 sarà sostituito da Il Provinciale con Federico Quaranta – si segnala da tempo anche il progressivo spegnimento di Rai 5 dove arte, musica, teatro e lirica da tempo lasciano spazio a repliche di Geo, Overland e film d’annata.








