Polemiche

C’è troppa cronaca nera in tv: AgCom apre indagine su norme da rispettare

Oltre 15 programmi tv si occupano settimanalmente di cronaca nera con metodi più o meno leciti: AgCom ha chiesto una verifica.

Tv Italiana 30/04/2026

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Nel 1992 al cinema usciva un film dal titolo “La morte ti fa bella”. Nel 2026 nella tv generalista italiana potrebbe andare tranquillamente in onda “La morte ti fa gli Ascolti”. Eh no, stavolta non stiamo parlando di una pellicola cinematografica ma della sempre più pressante mania nella televisione italiana di infilare a tutti i costi dibattiti su omicidi, femminicidi e casi di cronaca nera in ogni anfratto del palinsesto generalista con la consapevolezza che questo porterà facile pubblico davanti alla tv. Tutto lecito se fanno con toni rispettosi del caso del momento; purtroppo però ci ritroviamo spesso davanti a delle dirette grottesche, con scontri fra opinionisti ed esperti in studio, varie discussioni su prove, armi del delitto o tracce che spesso si rivelano false o infondate, errori di ogni sorta, coinvolgimenti di parenti e vedovi a caso e le immancabili schiere di inviati costretti ad accalappiare qualsiasi tipo testimonianza pur di alimentare il chiacchiericcio sugli ultimi sviluppi. A destare interesse negli ultimi mesi è senza dubbio il cosiddetto Caso Garlasco che proprio nelle ultime settimane è finito sotto la lente di ingrandimento dell’AgCom per via della troppa insistenza del tema in tv.

C’è troppa cronaca nera in tv: AgCom apre indagine

Mentre la televisione era troppo impegnata ad occuparsi di Olimpiadi Invernali e Festival di Sanremo, a partire dal mese di febbraio AgCom ha rivelato di aver dato mandato di aver dato il via ad una serie analisi su come viene tratta la cronaca nera fra i canali della tv generalista: “Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta odierna, ha incaricato gli Uffici di approfondire le modalità di copertura televisiva sia per gli sviluppi del “caso Garlasco”, sia per i femminicidi degli ultimi mesi, nonché di predisporre gli adempimenti necessari per la piena applicazione del Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, adottato con delibera n.13/08/CSP” (fonte) E il numero di trasmissioni su cui fare controlli ce ne sono in bel po’…

C’è troppa cronaca nera in tv: i programmi

Nell’ultimo periodo, infatti, ad occuparsi del caso Garlasco e più in generale di cronaca nera sono stati i seguenti programmi tv: su Rai Uno Storie Italiane, La Vita in Diretta, Cinque Minuti, Porta a Porta; su Rai Due Ore14, Ore14 Sera, Nella Mente di Narciso; su Rai Tre: Chi L’ha Visto; su Rete Quattro Quarto Grado e Diario Del Giorno; su Canale Cinque: Mattino 5 e Dentro la Notizia; su Italia Uno Le Iene. A questi programmi standard, si sono poi aggiunti in corsa altri programmi che editorialmente non dovrebbero occuparsi di questo tipo di temi: su Rai Tre si aggiungono FarWest e Lo Stato delle Cose; su Rete Quattro arriva Quarta Repubblica.

In attesa di sapere quali risultati darà questa indagine basata su quanto riportato in questa delibera, constatare che in tv con la cronaca nera sia già fuori controllo lo si denota anche dalle ultime vicende meta-televisive scoppiate negli ultimi sette giorni: la Procura Generale a Milano ha ricevuto diversi audio sul caso Garlasco che rivelerebbero un presunto tentativo di depistaggio delle indagini condotte su Andrea Sempio. L’AGI e altri portali online spiegano che a portare queste prove è stata una ex inviata di FarWest supportata dalla criminologa Roberta Bruzzone. Audio che rivelerebbero il coinvolgimenti di persone ospiti proprio dei programmi tv a tema nera. Dunque la tv non avrebbe solo raccontato il caso ma ci sarebbe entrato dentro addirittura per maneggiarlo.

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