Interviste

Francesca Fialdini: ‘Fake news sulla tv un appuntamento fisso. Sogno Lilli Gruber’

Francesca Fialdini ci racconta "a ruota libera" la sua tv: dal nuovo ruolo a Ballando con le Stelle passando per Fame D'Amore e Le Ragazze. L'intervista.

Tv Italiana 07/11/2026

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Da tempo racconta la storia degli altri con interviste e programmi di approfondimenti, oggi invece le tocca raccontarsi. Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Francesca Fialdini, conduttrice di Da Noi… A Ruota Libera ogni domenica pomeriggio su Rai Uno nonché volto Rai impegnatissimo in molte altre produzioni fra cui Ballando con le Stelle che l’ha vista negli ultimi tempi in due differenti ruoli. Scopri la nostra intervista a Francesca Fialdini nel prossimo paragrafo.

Francesca Fialdini e la sua tv: l’intervista

Da quest’anno sei a Ballando con le Stelle con il ruolo di commentatrice a bordo campo e “tesoriera”. Com’è passare dall’altra parte della barricata dopo aver fatto la concorrente?

È un cambio di prospettiva davvero interessante, considerando che so benissimo com’è l’altra parte. Durante la gara provi cose in modo intensissimo: stanchezza, adrenalina. Riconosci sfumature che, prima, eri condannata a perdere. Potrei continuare a spiegare quanti giorni, e ore di allenamento sono concentrati in quei tre minuti. E diciamolo: adesso posso guardare lo spettacolo senza preoccuparmi di dover ricordare i passi…

Nella scorsa edizione hai ballando con Giovanni Pernice, che oggi è in coppia con Noemi Bocchi. Citando la tua collega di tavolino: non è che sei un po’ gelosetta?

Noooo! Mi chiedo davvero, piuttosto… come riesca a costruire una relazione diversa con ciascuna di loro, è ottimo Giovanni (Pernice, ndr.). È un professionista straordinario, esigente, rigoroso — uno che non ti dà niente gratis, ma che ti prende e ti tiene salda quando è il momento giusto. Una persona davvero perbene.

Fialdini Pernice

Tutte le domeniche ti vediamo al timone di Da Noi.. A Ruota Libera, programma che Rai conferma in palinsesto da sei stagioni. Secondo te qual è il punto di forza di questo progetto?

Per me diventa la libertà del racconto senza necessariamente dover confinare le persone in una posizione o in una categoria. Su Da noi… A Ruota Libera cerchiamo di dare agli ospiti uno spazio in cui si sentano accolti, ascoltati e mai giudicati. Non mi interessa solo ciò che uno è diventato, ma anche ciò che ha dovuto affrontare per diventarlo. Vedi le loro debolezze e le loro confusioni ma soprattutto vedi le loro scelte — quelle giuste e quelle sbagliate. La gente se ne accorge quando stai “imbiancando” una storia, e non tradirei mai quella fiducia.

Ogni estate, puntualmente, su blog e social spunta la notizia che Da Noi… A Ruota Libera è stato cancellato. Ma in realtà non è mai andata così. Ti sei mai data una spiegazione di queste continue malelingue?

Le fake news sono quasi un appuntamento fisso nella comunicazione italiana e non solo! Non so se sia per via delle chiacchiere (come le chiamano, gossip), delle interpretazioni sbagliate o semplicemente della pressione a continuare a consegnare, senza nascondere niente. Le ignoro e continuo. Vorrei leggere meno articoli così e tornare al lavoro, al team e al pubblico che continua a sceglierci. In fondo, la risposta migliore è dire quando andrà in onda.

Qual è l’ospite che più ti ha dato maggior soddisfazione avere in studio? E quale ambisci di avere davanti a te?

Sarebbe ingiusto sceglierne soltanto uno. Ci sono incontri che ti stupiscono, altri che ti fanno piangere, e altri ancora che continuano a scavarti dentro l’anima anche molto tempo dopo che le telecamere si spengono. Le parole più significative a volte arrivano da chi non è abituato a stare in televisione. E se potessi desiderare, vorrei anche usare lo spazio nel cassetto dei miei desideri… e lì davanti Lilli Gruber.

Da Noi a Ruota Libera

Tornando a Ballando con le Stelle come concorrente, la tua gara è stata ostacolata da un infortunio che ha generato ad effetto domino chiacchiericci, maldicenze e il Lastra Gate che ancora oggi risulta avvolto nel mistero.Non si è mai più capito chi, assieme a Fognini, diede il via a questo caso…

Il Lastra Gate ha avuto una durata più lunga di quanto possa vantare perfino la maggior parte delle serie TV di punta! Anche se, all’epoca, per me era davvero più una questione di gestire un infortunio reale, ciò che comportava fisicamente ed emotivamente. Non voglio, né potrei, alimentare una caccia alle streghe; me ne pentirei ed è anche fuori dal mio ruolo attribuire intenzioni o colpe a qualcosa che non posso conoscere. Per quanto riguarda la “lastra” (i referti), direi che abbiamo già fatto abbastanza raggi X.

Sei anche al timone di Fame D’Amore, un programma che con il linguaggio del docu-reality racconta le storie di giovani finiti nel labirinto dei disturbi alimentari o psichiatrici. Come si si prepara ad affrontare un terreno così difficile?

Soprattutto, studiando molto, ascoltando e conoscendo i propri limiti. Dobbiamo capire che, quando incontriamo storie come queste, non stai solo realizzando una trasmissione TV. Ancora più di questo, Fame d’amore ci ha insegnato che dietro a un comportamento incomprensibile spesso si nasconde una richiesta di aiuto che non riconosciamo. E l’ascolto — un ascolto autentico — può essere il primo passo verso il cambiamento delle opinioni.

Fame d'Amore

Mentre con Le Ragazze provi a sviscerare con un prodotto di approfondimento il ruolo della donna nella società, del presente e del passato. Tutt’oggi si fa molto dibattito sui temi del femminismo e dell’ empowerment femminile. C’è addirittura chi sostiene che sono temi superati…

Solo che non lo fossero! Significherebbe che abbiamo raggiunto un’uguaglianza sufficiente per non doverne più parlare. Ma la realtà dipinge un altro quadro. Questo rende Le Ragazze un programma prezioso, perché ha tentato di mostrare sia quanto siano cambiate le vite delle donne—sia quanto resti ancora da fare. Secondo me l’obiettivo, davvero, sarà arrivare al giorno in cui magari il talento sarà in quel giorno — magari possiamo perfino chiamarlo l’ormai fuori moda argomento.

Lavori da tempo in Rai e anche con un discreto successo. Nell’ultimo periodo, però, sono molte le polemiche che avvolgono la tv di stato che oggi viene descritta come Tele Meloni. Cosa ne pensi a questo proposito?

La Rai appartiene ai cittadini e ha una responsabilità particolare nei loro confronti. Le definizioni rischiano a volte di semplificare una realtà molto più articolata, fatta di migliaia di professionisti, competenze, sensibilità e storie diverse. La credibilità della Rai si difende anche attraverso la qualità dei contenuti e l’indipendenza al di là di qualsiasi stagione politica.

Domanda di rito finale che proponiamo a tutti i nostri intervistati. Cosa guardi di solito in tv?

Io guardo una quantità discreta di TV per lavoro: documentari, interviste fatte bene e tutto ciò che è pensato per continuare a farti venire una domanda anche mentre l’episodio scorre fino ai titoli di coda. E naturalmente, le serie TV. E poi ci sono quelle notti in cui tutto ciò che cerco è qualcosa di leggero, una o due risate, qualche sorpresa. Penso che anche la TV dovrebbe essere in grado di fare questo: camminare con te, senza aspettarsi disperatamente qualcosa da te. È un lusso, a volte, la possibilità di rilassarti sul divano e, per un momento, limitarti semplicemente a fare da testimone.

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