Rai Uno
Rai toglie 18 collaboratori a Vita in Diretta: lo rivela Alberto Matano
Il programma di Alberto Matano ha perso 18 collaboratori: Rai li ha assunti e sposati presso varie sedi regionali della tv di stato.
Tv Italiana 24/06/2026

Nel bene o nel male, sui canali generalisti Rai si respira un’aria di continui smantellamenti. Fra conduttori cacciati, sedi e location in vendita, programmi cancellati e altre scelte dubbie, a venir meno ora sono anche i collaboratori dei più noti programmi della tv di stato. A lanciare un mansueto campanello d’allarme è fra gli altri Alberto Matano che ha visto togliersi dal suo gruppo di lavoro ben 18 collaboratori da fine maggio ad oggi. La ragione di questa massiva rimozione è da ricerca in un concorso interno con cui Rai ha regolarizzato l’assunzione di poco più di cento professionisti da reindirizzare presso le varie sedi regionali della tv pubblica; fra questi c’è anche un nutrito numero di persone che da tempo lavorano nei programmi di infotainment ed inchiesta dei primi tre canali Rai.
Rai toglie 18 collaboratori a Vita in Diretta: lo rivela Alberto Matano
A svelare l’accaduto è stato lo stesso Alberto Matano nel corso della conferenza stampa del Premio Biagio Agnes 2026. Interrogato da una giornalista che chiedeva lumi sullo stato di salute del mondo del giornalismo, il conduttore di Vita in Diretta ha spiegato: “Dirò una cosa per farvi capire quanto sia neutro rispetto a questi temi. Io ho una squadra ibrida, giornalisti interni e collaboratori esterni che collaborano alla riuscita della messa in onda. Io sono a capo di questo gruppo di lavoro in quanto anche vice-direttore. Succede che questa Azienda ha appena assunto 120 collaboratori in forza alle reti, e nel mio caso quest’anno Vita in Diretta perde e cede 18 collaboratori che sono stati assunti in Rai e che finiranno ad arricchire il lavoro delle testate regionali. Dal punto di vista personale, affettivo e lavorativo per me è una perdita secca. Sono colleghi che ho allevato e che hanno contribuito al successo del programma. Perdo 18 persone ma se all’estero ci sono grandi gruppi che licenziano, Rai assume. E ve lo racconto in maniera trasparente che per me vuol dire che 18 persone vanno via e dovrò rimettere mano alla mia squadra; persone che fra i 30 e i 50 anni e che avranno un futuro in Azienda”.
Chi lascia Vita in Diretta?
Al momento l’elenco dei 18 collaboratori di Vita in Diretta finiti nelle sedi regionali Rai non è del tutto rintracciabile, soprattutto perché alcuni di questi lavorano nel dietro le quinte del programma. Fra loro, però, ci sono ben tre volti che i telespettatori più affezionati al programma conosceranno benissimo: stiamo parlando degli inviati Valerio Scarponi, Tatiana Bellizzi e Luca Forlani. Di questo loro addio, lo stesso Matano ne fece accenno a fine maggio proprio a Vita in Diretta.

Assunzioni o escamotage?: Il caso Report
Ma queste assunzioni che spingono collaboratori dai programmi nazionali alle redazioni regionali sono davvero un bene oppure sono un male? Ad aver messo in dubbio la buona fede di queste assunzioni a febbraio scorso ci aveva già pensato Sigfrido Ranucci che – in un articolo su Il Giornale – metteva nero su bianco il meccanismo svuota programmi. A riportare l’accaduto è anche il quotidiano online Open. All’epoca dei fatti, il conduttore di Report rivelò che ben otto dei suoi collaboratori avevano vinto il concorsone e che per beneficiare di questa “vittoria” sarebbero stati costretti a lasciare le inchieste di Rai Tre per essere “deportati” in redazioni locali, per altro anche lontane dalla loro città di residenza.
In un post social del 20 febbraio, Ranucci sottolineava il fatto che ai vincitori del concorsone “si richiede per essere assunti di accettare sedi lontane dal posto in cui vivono” e dunque di “ lasciare la propria abitazione” e lasciare “genitori malati, mariti, figli appena nati, vari affetti, di interrompere relazioni sociali ed esperienze lavorative maturate in un decennio nelle trasmissioni d’inchiesta”. E a questo proposito, Ranucci sottolinea che così facendo si “rischia di svuotare trasmissioni storiche della Rai, al quale successo hanno contribuito anche coloro che saranno deportati”. Come dichiarato poi in seguito dallo stesso giornalista, questo scorporamento non è andato a buon fine: il già ristretto numero di collaboratori di Report ha deciso di rifiutare il posto fisso per continuare a dare manforte alla squadra di Ranucci.








