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Affari Tuoi si trasferirà a Milano: Rai svuota e vende il Teatro delle Vittorie?

Antonella Clerici conferma che Affari Tuoi si sposta da Roma a Milano, lasciando vuoto il Teatro delle Vittorie di Pippo Baudo. Perché?

Tv Italiana 02/03/2026

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Tra l’altro, Alfio, di devo dare una notizia. Lo sai che Stefano De Martino si trasferisce nello studio qui di fianco al nostro?“: è bastata una piccola frase detta da Antonella Clerici nel corso della puntata del 2 marzo 2026 del suo cooking show per riaccendere un rumor di cui si stava discutendo nelle settimane precedenti al Festival di Sanremo: le registrazioni di Affari Tuoi abbandoneranno lo storico Teatro delle Vittorie a Roma per trasferirsi a Milano nel complesso di studi del Centro di Produzione Rai di Via Mecenate; un aggregatore di spazi televisivi nella periferia della città meneghina che già ospitano tutti gli spin-off di The Voice, lo show musicale Gli Occhi del Musicista e il succitato È Sempre Mezzogiorno. Ma per quale motivo il game show di Rai Uno, la scenografia, i pacchisti e tutta la macchina produttiva Rai si vede costretta a cambiare sede? C’è chi malignamente parla di una esplicita richiesta fatta alla Rai da De Martino per vivere nella città in cui vive e frequenta la scuola suo figlio Santiago. Ma c’è un’altra ipotesi ben nota da tempo negli ambienti della Tv di Stato…

Affari Tuoi fuori dal Teatro delle Vittorie in vista della vendita?

Tralasciando le faccende personali o di gossip, da parecchie settimane circola voce che Rai abbia seriamente intenzione di voler vendere il Teatro delle Vittorie: la storica location di tanti programmi della tv di stato e da tempo utilizzata solo per Affari Tuoi. La storia del teatro è legata a filo doppio con Pippo Baudo – che chiese a Rai di acquistarlo – e ad un triste rumor esploso online a metà gennaio 2026 in cui si parla di una vendita dei locali per questioni puramente economiche. Ad inizi anno partono appelli di ogni tipo e anche una petizione per raccogliere firme.fra cui anche quelle di Flavio Insinna, del direttore d’orchestra Enrico Melozzi e deòlo scenografo Gaetano Castelli. Ne è seguita persino l’apertura di un comitato chiamato “Salviamo il TdV” che attraverso una lettera aperta implora Rai e Ministeri a non sbarazzarsi di uno fra i più storici templi della tv nazionale. Affari Tuoi lascia il Teatro delle Vittorie per rendere più snelle le pratiche di vendita dell’immobile?

La lettera aperta a Rai

Dal Teatro delle Vittorie in Roma, va ora in onda…: quante volte questa frase ha accompagnato le sere degli italiani, a partire dal 1961 con la prima edizione di Canzonissima. Enzo Garinei, Lelio Luttazzi, Mina, Corrado, Walter Chiari, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà fino a Pippo Baudo che nel 2011, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, fu l’ultimo a condurre dal Teatro nella sua forma originaria. Il Teatro delle Vittorie, o come viene meritatamente chiamato “il Tempio della TV”, è stato la casa dei più grandi show della storia della televisione italiana: da Canzonissima a Milleluci, da Fantastico a Scommettiamo che?, da I Raccomandati a Stasera pago io di Fiorello e molti altri. […]  Nell’agosto 2025 il Teatro delle Vittorie è tornato, dolorosamente, nelle case di tutti gli italiani per l’ultimo atto del suo protagonista più grande: la scomparsa di Pippo Baudo. Anche in quella circostanza, I lavoratori e le lavoratrici Rai hanno dimostrato la loro forza straordinaria: in meno di un giorno e mezzo, un cantiere aperto è stato trasformato in un luogo dignitoso ed elegante per l’ultimo saluto a Pippo, nel teatro che più di ogni altro ha ospitato la sua storia. Da qui sono nate, giustamente, le proposte di intitolare il Teatro delle Vittorie a Pippo Baudo, rilanciate da telegiornali e quotidiani. Proposte che però si sono scontrate con l’imbarazzo di una dirigenza che, ancora oggi, mantiene nei propri piani la vendita del Teatro. […] Salvare il Teatro delle Vittorie significa aprire la RAI al futuro creativo e innovativo, partendo dalla propria storia, per continuare a scrivere quella del servizio pubblico e dell’intrattenimento“. (fonte)

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