Polemiche
C’è Posta per Te ha promosso lo stalking? La virale accusa di una psicologa
La storia di Patrick e Lola a C'è Posta per Te accende polemiche su Maria De Filippi e Mediaset. L'accusa? Normalizzare lo stalking.
Tv Italiana 29/01/2026

Sono molti i telespettatori che si sono riversati sui social per commentare negativamente quello che C’è Posta per Te ha orchestrato per una delle storie andate in onda nella puntata di sabato 24 gennaio 2026. Maria De Filippi ha accettato di perorare la causa di Patrick, un ragazzo pentito di aver tradito la sua compagna Lola e ardentemente desideroso di tornare con lei. Fin qui nulla di male se non fosse che la produzione del programma Mediaset era a conoscenza delle maniera di persecuzione che il ragazzo usava su di lei, fra pedinamenti e/o appostamenti sotto casa. A rendere ancor più acceso il dibattito sulla tossicità del rapporto del primo nei confronti della seconda protagonista della storia è una psicologa che – via TikTok – ha espresso la sua preoccupazione rispetto ai contenuti diseducativi ed errati promossi nel programma di Canale Cinque. Guarda il video qui sotto.
C’è Posta per Te ha promosso lo stalking? L’accusa di una psicologa
“A C’è Posta per Te è successa una cosa gravissima” – spiega l’esperta nel suo video diventato virale online – “E questa trasmissione se la guardano 4 milioni di persone! Il contesto: lei lo lascia, lui si presenta tutti i giorni sotto casa sua. Lei non gli apre e lui decide di portarla in tv. Ed è proprio qui che lo sentiamo ripetere che se non aprirà la busta, lei se lo ritroverà sotto casa. Ma fra un applauso comandato ed una risata del pubblico, in fase di montaggio, una nota specifica per spiegare che il comportamento presentato non andrebbe normalizzato e che potrebbe essere altamente problematico, lo vogliamo mettere?“. La psicologa poi bacchetta anche l’atteggiamento tenuta da Maria De Filippi..
“E troviamo una conduttrice che insiste affinché gli dica di sì. E magari possiamo pensare che in quel momento la conduttrice non ci avesse pensato… ma in realtà già sapeva tutto! Ora, io capisco che non tutti i programmi possono essere educativi ma neanche a farci le battute sopra: qui il rischio che si piazza con una tenda davanti a casa tua. Dobbiamo smettere di normalizzare comportamenti di controllo, ossessione e violazione di ogni confine e consenso spacciandolo per amore. Non è romantico qualcuno che non rispetto il tuo consenso. E insistere, per lo share, di far aprire quella busta che in quel momento è sotto la massima pressione psicologica e che la saluta dicendo “tanto a casa tua arrivo prima io di te”, non è normale e non dovrebbe essere nemmeno accettabile” conclude l’esperta.
@psicologacruda La cultura del consenso è una responsabilità collettiva. Davanti a 4 milioni di persone dovrebbe essere un dovere.








