Polemiche

Corrado Augias parla di Tele Meloni: ‘In Rai ora conta l’indirizzo politico’

Parlando della sua uscita di scena alla Rai, Corrado Augias allude a Tele Meloni: "Ora programmi devono incidere su indirizzo politico".

Tv Italiana 31/01/2026

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Dentro e fuori dalla Rai si continua a parlare di Tele Meloni, nomignolo affibbiato alla Tv di Stato per circoscrivere l’opinione di molti osservatori che sostengono che Rai sarebbe stata ristrutturata ad immagine e somiglianza di ideologie, volti e necessità dell’attuale Governo di Destra. Una accusa mossa su più fronti e da vario tempo che oggi torna ancora una volta a bussare alla porta. Stavolta a mettere becco sulla faccenda è Corrado Augias in una intervista rilasciata a Fanpage.it. Lo scrittore e conduttore ha spiegato in alcune brevi ma concise dichiarazioni verso quale direzione si sta muovendo attualmente la Rai e quali sono i due criteri primari che portano alla conferma o alla cancellazione dei programmi sui canali generalisti del gruppo. Affermazioni semplici e particolarmente mirate che certamente faranno discutere. Scopriamo le parole di Corrado Augias nel prossimo paragrafo.

Corrado Augias parla di Tele Meloni: ‘In Rai ora conta l’indirizzo politico’

“La veritĂ  è che alla Rai di oggi di gente come me non gliene importa piĂš niente” – asserisce con franchezza a Corrado Augias al giornalista Gianmarco Aimi che gli chiede come mai non ha piĂš un ruolo nella tv di stato – “Io faccio programmi che non incidono in nessun modo sulla raccolta pubblicitaria e nemmeno sull’indirizzo politico. Anzi, sull’indirizzo politico, addirittura, vanno in un’altra direzione rispetto a quella attuale. Siccome questi due sono rimasti i loro unici criteri di valutazione, chiaramente ero una pedina fuori posto. È questo che mi ha spinto ad andarmene”.  Secondo lo scrittore, l’attuale Rai nelle mani di Giampaolo Rossi non avrebbe granchĂŠ interesse ad inseguire la volontĂ  di proporre al pubblico contenuti che siano plurali.

Augias parla anche della sua nuova casa televisiva, La7, paragonando alle altre realtà televisive generaliste: “A La7 c’è stato anche un capolavoro del direttore di rete, Andrea Salerno. Avrebbe dovuto diventare, meritatamente, direttore di Rai3 ma, siccome non l’hanno voluto, è andato in una televisione sbandata, com’era La7 prima del suo arrivo, e ha costruito dal nulla una televisione che oggi è la nuova Rai3. E ovviamente tutti quelli che ci lavorano vengono dalla Rai. Anche perché a Mediaset, improntata sul varietà, certe figure non interessavano“. Rai replicherà a queste accuse?

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