Polemiche

La Tv italiana ha boicottato il mese del Pride 2026: il silenzio Rai, Mediaset e WBD

Per un intero mese, le piazze italiane si sono riempite di arcobaleni. Sui canali tv generalisti il tema è stato quasi completamente balzato.

Tv Italiana 30/06/2026

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Quello che sta per concludersi fra poche ore è il Pride Month 2026. Ogni mese di giugno, manifestazioni e media scendono in campo per perorare le cause legali e civili rispetto al cosiddetto popolo LGBTQAI+ che ancora oggi subiscono disparità sotto il punto di vista dei diritti del cittadino e sono soggetti ad omofobia tanto verbale quanto fisica. Come ogni mese di giugno, quindi, sono state moltissime le sfilate e le dimostrazioni pubbliche colorate d’arcobaleno dal nord al sud Italia ma mai come questa volta sembra che la copertura mediatica data a questi eventi sia stata ridotta all’osso. Sulla tv generalista addirittura il tema sembra esser stato balzato quasi completamente.

Il Pride 2026 non raccontato in tv: tema balzato o censurato?

Rai ha evitato il mese del Pride 2026

In un periodo storico dove politica e società civile usano l’odio come arma di propaganda e raccolta del consenso, risulta davvero molto disdicevole scoprire come la tv generalista – il media per eccellenza nel nostro Paese – abbia deciso più o meno volontariamente di non dare spazio alle manifestazioni del Pride 2026. Una nota di demerito va soprattutto alla Rai, la tv “di tutti” che da un paio d’anni sembra essere diventata solo di alcuni. Non vi è traccia del supporto alla comunità LGBTQIA+ o magari di semplici spazi sensibilizzazione a questo tema in nessuno dei tre canali Rai nell’intero mese di giugno. Nemmeno su Rai Play, il portale dove quest’anno non è stata organizzata nemmeno una banalotta playlist con spezzoni di programmi tv o fiction a tema. L’unico ad aver preso per le mani la causa LGBTQIA+ su Rai Uno è stato Alberto Matano ne La Vita in Diretta durante il suo ultimo giorno di diretta prima della pausa estiva. Il giornalista ha colto l’occasione di parlare della spregevole esecuzione del giovane Mirko per mano di suo padre per portare su Rai Uno un briciolo di riflessione sull’omofobia: “Questa storia è una chiamata per tutti noi. Che cosa ci restituisce? Che quando si ama non steccati, confini o categorie. Perché quando si ama, si ama e basta. E l’amore deve vincere sempre”. Fine. In un intero mese.

Se Rai Tre l’unico a prendere per mano il tema è il’ Tgr che ha raccontato le manifestazioni con un servizio riassuntivo della manifestazione romana e una brevissima intervista alle madrine Margherita Vicario, Levante e Francesca Michelin. Su Rai Due le manifestazioni di pace allestite dal mondo LGBTQI+ diventano motivo di guerra verso l’ennesimo avversario politico da denigrare: ce lo insegna Tommaso Cerno nel suo Due di Picche. In questa sede, il giornalista gay e vicino alla sfera meloniana parla di gay che discriminano, omettendo dettagli che gli avrebbero dato irrimediabilmente torto. Una Rai che si erga ad emittente “finalmente plurale” – stando a quanto racconta l’AD Giampaolo Rossi – in questo caso ha dimostrato di non esserlo affatto.

Mediaset e WBD hanno balzato il mese del Pride 2026

In Rai il forte clima TeleMeloniano potrebbe aver influito. Ma non la Rai ha deciso di evitare a piè pari il tema. Per un intero mese nemmeno Mediaset ha deciso di raccontare o perorare la causa della comunità LGBTQIA+, sebbene di spazi talk in cui infilare l’argomento ne avrebbe. Sfruculiando nel catalogo di Mediaset Infinity, risulta un solo contenuto legato al Pride 2026 e realizzato per la fruizione sul sito di TgCom24 (20 secondi di immagini d’archivio, senza commento). È stato realizzato poi un altro servizio per raccogliere le dichiarazioni di E. Schlein in cui però si parla soprattutto dello scontro col ministro Valditara. Ma se da Mediaset questo genere di cose ce le aspettiamo visto che anche in passato questo tema non è mai stato granché preso in causa, siamo parecchio basiti dallo scoprire che anche i canali del gruppo Warner Bros Discovery per la prima volta dopo anni hanno deciso di non preparare alcunché per il Pride Month 2026. Nelle passate stagioni televisive, i canali di Alessandro Araimo ci avevano abituati a programmazioni ad hoc, speciali appuntamenti tv e playlist aggiornate su Discovery+. Il nulla.

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