Polemiche

Mediaset multata: ha mostrato il corpo senza vita di Chiara Poggi

Garante della Privacy ha affibbiato una multa da circa 60mila Euro a Le iene e Zona Bianca per non aver leso la dignità di Chiara Poggi.

Tv Italiana 29/07/2026

article-post
Aggiungi Tv Italiana tra le tue fonti preferite su Google

Dopo la mega multa arrivata in Spagna per l’uso improprio del format di Passaparola e la multa da 21 milioni di Euro dall’INPS italiano, Mediaset finisce nuovamente al centro della cronaca: il Garante della Privacy ha inflitto una sanzione da circa 60mila Euro all’emittente televisiva della famiglia Berlusconi per alcune scabrose immagini mostrate all’interno delle trasmissioni Le Iene e Zona Bianca. Nel dettaglio, sono state mandare in onda “immagini che raffigurano il luogo in cui Chiara Poggi è stata ritrovata senza vita e parti del corpo della ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007“, spiega ANSA. La motivazione data è stata particolarmente netta: “le scene mostrate sono ingiustamente lesive della dignità personale della vittima e della sua famiglia senza nulla aggiungere alla narrazione dei fatti e delle vicende legate al caso giudiziario”.

Mediaset: multa da quasi 60mila Euro su caso Garlasco

Come sono andati i fatti. Il procedimento ha preso il via ad aprile 2025 su iniziativa dei genitori della vittima, Rita e Giuseppe Poggi. Attraverso il loro legale hanno presentato reclamo lamentando una violazione “della dignità” della figlia “e della loro, in qualità di genitori, nonché una violazione del principio di essenzialità dell’informazione“. A Le Iene e a Quarto, negli appuntamenti del 30 marzo e del 9 luglio, era stata offerta agli spettatori la ricostruzione della scena del crimine mostrando l’interno della viletta di via Pascoli, la giovane riversa sulle scale, le chiazze di sangue, una gamba e i lividi. Una serie di particolari – spiega ANSA – che, a loro avviso, non avevano “alcuna utilità al fine di far comprendere (o meglio comprendere) al telespettatore il contenuto del servizio” bensì avevano “un esclusivo intento ‘sensazionalistico’“.

L’Authorithy ha poi aggiunto: “l’attenzione mediatica è stata – ed è – tale da andare ben oltre l’esercizio del diritto e dovere di cronaca, degradando verso una continua e morbosa spettacolarizzazione” e ha richiamato il mondo della tv generalista “al doveroso rispetto della persona, della sua dignità, quale limite e garanzia nei confronti della vittima, dei familiari, degli indagati e delle persone”. Le trasmissioni tv vengono anche accusate di aver conferito “profili di originalità alle notizie riportate nel servizio, in quanto non si tratta di particolari ‘nuovi’ rispetto a quanto già” raccontato “abbondantemente in precedenza“. La messa in onda delle immagini incriminate ha denotato “dettagli di violenza ingiustificato” e “ingiustamente lesive della dignità personale della vittima e della sua famiglia senza nulla aggiungere alla narrazione dei fatti”.

Potrebbe interessarti anche