Rai
Massimo Bernardini torna a condurre in Rai con Scena Aperta
Aveva giurato di aver lasciato la Rai per questioni di età. Ora ci ritorna con un programma in onda su Rai 5: Scena Aperta.
Tv Italiana 06/07/2026

“Perché ho deciso di lasciare? Perché a luglio faccio 69 anni e da due anni sono in pensione. Pensione di vecchiaia, lo dice il nome stesso. Vecchiaia. più chiaro di così. […] Sento che è un dovere per quelli della mia generazione passare la mano ad altri colleghi più bravi e più giovani […] E poi, insomma, sembra banale ma… Io ho una moglie e una famiglia, con cui sento di dover condividere più tempo di quanto ho fatto fino ad ora”: correva l’anno 2024 e proprio con queste parole Massimo Bernardini annunciava la sua decisione di lasciare il timone di TV Talk e più in generale la necessità di scollarsi dalla conduzione televisiva. Peccato però che non sono passati nemmeno due anni interi e il 71enne occhialuto si prepara a condurre un altro programma: si chiamerà Scena Aperta e sarà in onda sulle reti Rai dal prossimo novembre 2026.
Scena Aperta: il nuovo programma Rai del 71enne Massimo Bernardini
Dopo aver gridato “largo ai giovani”, Bernardini dall’alto della sua “vecchiaia” torna a condurre in tv e sulla Rai. Come annunciato nel corso dell’evento di presentazione dei Palinsesti Rai 2026 sarà al timone di Scena Aperta: un programma di interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, in onda dal 5 novembre 2026 e in prima serata su Rai Cinque. Nella descrizione del programma, si legge: “Scena aperta, condotto da Massimo Bernardini, sarà uno spazio dove musicisti, cantanti, attori potranno raccontare e mostrare il proprio lavoro. Non esiste una divisione tra alto e basso, tra musica colta e popolare, tra linguaggi “nobili” del passato e linguaggi contemporanei. Ogni artista porterà in studio qualcosa di sé: uno spartito, un brano, un testo, una scena. Bernardini metterà in relazione esperienze, generando dialogo, chiamando in causa la memoria del Servizio Pubblico. Conversazione, visione di materiali d’archivio, performance rigorosamente dal vivo, si intrecceranno tra racconto ed esecuzione“.








