Canale 5
Pinuccio: ‘L’Italia avrebbe tanto bisogno di Striscia la Notizia’
L'inviato di Striscia la Notizia Pinuccio commenta negativamente la chiusura del programma decisa da Mediaset.
Tv Italiana 06/08/2026

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulle sorti di Striscia la Notizia, ora anche gli inviati del tg comico di Canale Cinque vengono intervistati per parlare della fine del programma. Una fine arrivata in maniera graduale ma consumata in pochi mesi: prima la cancellazione dall’access pritime, poi la messa in onda di sole cinque puntate di prima serate e poi lo spegnimento delle pagine social. Fra i primi ad esprimersi sulla conclusione del programma di Canale 5 dopo 38 anni di messa in onda è Pinuccio, l’inviato pugliese che – capita l’antifona – aveva già deciso di spostarsi a La7 lo scorso anno con un programma di inchieste sul territorio. Alessio Giannone, questo è il suo nome all’anagrafe- si è detto triste per la cancellazione e ha provato a trovare dei virtuali colpevoli a questo delitto. Leggi sue dichiarazioni nei prossimo paragrafo.
Pinuccio: ‘L’Italia avrebbe tanto bisogno di Striscia la Notizia’
Le delusione per la chiusura
In una intervista rilasciata alla sezione barese de Il Corriere della Sera, Pinuccio ha spietato che a suo dire la chiusura di Striscia la Notizia “è una decisione che era nell’aria da tempo, ha chiuso da poco i social e l’anno scorso aveva già fatto un’edizione un po’ corta. Un programma del genere lascia evidentemente un vuoto. Ora lo dico a Striscia era un claim che ogni tanto sentivi per strada quando qualcuno subiva un’ingiustizia. Non ho capito Mediaset che tipo di ragionamento abbia fatto. L’Italia avrebbe tanto bisogno di questo tipo di informazione”. E per quale motivo Striscia è stato soppresso? Anche su questo, Pinuccio ha una sua idea…
Le ragioni per la chiusura
“Il problema è che ormai, dai giornali ai canali televisivi, va di moda lo schieramento“ – spiega Pinuccio motivando le ragioni che avrebbero portato alla chiusura Striscia la Notizia – “Funziona chi si schiera verso una linea politica, che poi diventano ultrà: Rete 4 contro La7, Rai 3 contro Rai 1. Credo che volutamente si sia voluto questo impoverimento, sia della gente che apprende le cose sia di chi deve dare notizie. Ce ne sarebbe bisogno, però con Vannacci che sta arrivando al 10 per cento questa è la nostra nazione”. Dunque a suo dire il programma non ha chiuso per gli Ascolti sempre più bassi, per i contenuti sempre più stantii o per l’aver creato degli inutili filoni finiti a noi. No, la colpa della chiusura del programma di Antonio Ricci è l’errore di aver portato in tv un prodotto non schierato politicamente. Una affermazione giusta se fossimo nel mondo dei contrari.
L’impossibilità di una riapertura
Per le ragioni di cui sopra, Pinuccio crede che il pubblico di Canale 5 non protesterà più di tanto per far tornare in tv Striscia La Notizia in quanto oggi “il popolo è distratto, non gliene frega niente a nessuno di niente. Oggi stanno a pensare alla Nazionale di calcio italiana e al CT, ieri stavano a pensare al gioielliere condannato, domani penseranno a qualche altra cosa. La gente perde le cose senza soffermarsi su quello che accade, non solo rispetto a Striscia, ma rispetto a tutto”.








