Polemiche
AgCom multa Mediaset: Rete4 troppo faziosa sul Referendum Giustizia 2026
Multa da 124mila Euro per Mediaset: non ha equilibrato le ragioni del "no" con quelle del "sì" nel periodo del Referendum Giustizia chiesto dal Governo Meloni.
Tv Italiana 15/10/2026

Continuano i problemi in casa Mediaset. Se già non bastassero i guai sulle loro emittenti spagnole, la mega multa di INPS su giornalisti irregolari e la recente emergenza share che sta vivendo Canale Cinque, anche Rete Quattro ha messo la tv di Pier Silvio Berlusconi davanti ad un nuovo punto critico: quello della pluralità. Attraverso le pagine di alcuni quotidiani nazionali scopriamo infatti che Mediaset è stata multata da Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) per via della poca imparzialità con cui ha gestito i dibattiti e i talk politici durante la campagna referendaria dello scorso marzo 2026 che aveva come tema la riforma della giustizia. Un tema su cui il Governo Meloni si è battuto molto arrivando però ad incassare una sonora sconfitta.
AgCom multa Mediaset: Rete4 troppo faziosa sul Referendum Giustizia 2026
A riportare l’accaduto, fra le altre testate, è anche La Repubblica: “Il Garante aveva ordinato al canale di riequilibrare l’informazione dopo un’intervista di Meloni. Un tentativo c’è stato ma, a ridosso del voto, i sostenitori del No hanno portato a casa appena il 37,4% del tempo di parola” si legge in un articolo del 13 ottobre 2026. A spiegarci nel dettaglio come sono andati i fatti ci pensa il portale a tema giudiziario Antimafia Duemila: “L’esame dei dati di monitoraggio relativi al periodo 15 – 20 marzo ha evidenziato, con riguardo alla testata Tg4, che la ripartizione del tempo di parola riparametrato, con particolare riferimento ai programmi extra-tg, risultava ancora sbilanciata a favore della posizione SI“, spiega il portale citando le parole dell’Autorità.
Come sono andati i fatti
Antimafia Duemila aggiunge anche che tra l’8 e il 14 marzo, i sostenitori del “no” avevano ottenuto soltanto il 37,4% dello spazio, arrecando di fatto uno squilibrio troppo marcato. Per questo in data 18 marzo, AgCom ha ordinato a Rete Quattro di riequilibrare l’informazione entro e non oltre il 20 marzo, ovvero a due giorni dall’apertura delle urne. Davanti alla possibilità di una ammenda, il canale ha provato a prendere le dovute misure ma non riuscendo a colmare del tutto il gap fra le apparizioni dei sostenitori del “sì” e quelle del “no”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una intervista di mezz’ora rilasciata da Giorgia Meloni – senza alcun contraddittorio – nel programma di Nicola Porro Quarta Repubblica.
A ridosso delle urne, Rete Quattro è riuscita a raggiungere un 55% del tempo per i sostenitori del “sì ” e un 45% per i sostenitori del “no” nei suoi talk show. Una cifra in ogni caso contestata anche in virtù della natura dei contenuti offerti agli oppositori: “interviste filmate, dichiarazioni, spezzoni da convention, convegni, comizi e manifestazioni” , contenuti frammentari e poco incisivi secondo AgCom. Come si sono conclusi i fatti? AgCom ha raccontato di aver riscontrato una “elevata” gravità nelle gesta di Mediaset ma che -nonostante per questo genere di infrazioni la sanzione dovrebbe essere pari a dodici volte l’importo minimo previsto dalla legge – è stato attuato una sorta di sconto in quanto Mediaset ha provato a riequilibrare gli spazi dopo le specifiche imposizioni fatte dal Garante. Nonostante l’attenuante, Mediaset dovrà pagare una multa di circa 124mila Euro.








