Polemiche

Ordine Giornalisti contro Pierluigi Diaco: ‘A BellaMa scordata deontologia’

L'Ordine dei Giornalisti boccia l'intervista che Pierluigi Diaco ha fatto ad Alberto Ravagnani a BellaMa e annuncia provvedimenti.

Tv Italiana 06/11/2026

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Da alcuni giorni si continua a discutere della imbarazzante intervista dai toni rudi e aggressivi che Pierluigi Diaco ha fatto ad Alberto Ravagnani nel corso della puntata del 3 novembre 2026 di BellaMa, programma del primo pomeriggio di Rai Due. Le domanda poste dal padrone di casa miste fra curiosità morbosamente sessuali e il tentativo di estorcergli pubblicamente un coming out sono state giudicate fuori luogo in maniera quasi completamente unanime, dai pubblico, da svariate celebrità del piccolo schermo, persino da membri del Consiglio d’Amministrazione Rai e dai giornalisti dei programmi di Daytime Rai. Persino Milly Carlucci e tutta la produzione di Ballando con le Stelle hanno condannato l’accaduto. Pierluigi Diaco si è difeso da questa ondata di dissensi con un attacco diretto a Milly Carlucci e con una intervista rilasciata a Le Iene dove il conduttore dice di essersi “attenuto alla deontologia professionale“. Eppure dall’Ordine dei Giornalisti è arrivato il parere completamente opposto…

Ordine Giornalisti contro Pierluigi Diaco: ‘A BellaMa scordata deontologia’

Se Pierluigi Diaco parla di lavoro senza macchia e di essersi attenuto alla deontologia della sua professione, di diverso avviso è il Comitato per le Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti che assieme al comitato Giornaliste Unite Libere Autonome hanno promosso azioni disciplinari contro BellaMe e il suo conduttore: “Stigmatizziamo il tono inquisitorio e assillante, usato dal giornalista professionista Pierluigi Diaco, in un’intervista all’ ex sacerdote Alberto Ravagnani, suo ospite nella trasmissione di RAI2 “BellaMa’. Il rispetto nei confronti delle persone è punto cardine del nostro codice deontologico, soprattutto quando tocca la sfera privata, tema che esula dall’interesse giornalistico. Invece Diaco in quell’intervista, aggressiva e giudicante, motivata da una sua presunta necessità di riportare la “verità” sostanziale dei fatti, si è dimenticato di tutto quello che la nostra deontologia professionale ci indica. A cominciare dal dovere di attenersi al rispetto della persona, all’interesse pubblico della notizia, alla continenza espressiva. Per questo motivo la Cpo e GiULiA presenteranno un esposto al consiglio di disciplina competente“. (fonte)

Il parere del direttore Rai Angelo Mellone

In attesa di capire se Diaco verrà convinto a fare delle pubbliche scuse – visto che di suo non sembra in alcun modo intenzionato a farle – il direttore dei programmi di Intrattenimento Rai Angelo Mellone ha commentato l’accaduto prendendo le difese di entrambe le parti in causa, di Diaco e di Ravagnani: “In relazione a quanto avvenuto nel corso dell’intervista ad Alberto Ravagnani durante la trasmissione ‘Bellamà’ del 3 novembre scorso, la Direzione Intrattenimento Day Time esprime il proprio rammarico per l’accaduto, porge le scuse all’interessato e al pubblico per i toni di alcuni passaggi dell’intervista, risultati non adeguati ed eccessivi” ma “resta ferma lapiena legittimità del porre domande anche incisive e scomode nell’ambito del libero e doveroso esercizio del confronto giornalistico. Abbiamo grande cura e attenzione verso il pluralismo culturale e della libera espressione delle opinioni di chiunque”. (fonte)

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