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Mediaset querela ancora Fabrizio Corona: richiesti 160 milioni di Euro

Dopo la denuncia per diffamazione del 21 gennaio, Mediaset querela una seconda volta Corona e chiede un risarcimento ultra-milionario.

Tv Italiana 05/02/2026

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Dopo la prima querela per diffamazione depositata il 21 gennaio 2026 e il minaccioso comunicato stampa diffuso su web, giornali cartacei e telegiornali lo scorso 27 gennaio 2026, Mediaset ha deciso di denunciare una seconda volta Fabrizio Corona a distanza di pochi giorni. Lo rende nota la stessa emittente televisiva berlusconiana nella giornata di oggi 5 febbraio 2026 con un comunicato stampa ancor più incalzante in cui si evidenzia per la prima volta anche la richiesta di un ingente somma di denaro – quotata in 160 milioni di Euro – per danni morali e patrimoniali. “Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo” – scrivono dalla sede di Cologno Monzese. Leggiamo l’intero comunicato nel prossimo paragrafo.

Mediaset querela Corona e chiede 160 milioni di Euro di danni patrimoniali

Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte. Per queste ragioni, i singoli soggetti lesi, insieme a Mediaset e MFE, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di Euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti. Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana. Mediaset e MFE agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi”.

E in conclusione, leggiamo: “Per questo motivo, le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio in questo procedimento saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo. Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini odiosi”.

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