Polemiche

La prima serata tv inizia troppo tardi: la protesta dei produttori di fiction

I produttori delle principali fiction italiane si schierano contro i folli orari imposto alla prima serata a causa de La Ruota della Fortuna.

Tv Italiana 15/04/2026

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La grande attesa per il ritorno de I Cesaroni su Canale Cinque è costata a Mediaset una abnorme ondata di commenti negativi e critiche a causa dell’orario di messa in onda della sua prima serata. La prima puntata della serie tv con Claudio Amendola è partita alle ore 21:56 indispettendo telespettatori di ogni età che hanno riversato il loro sdegno sui social. E che questo orario di partenza del primetime sia problematico non lo dicono solo i telespettatori ma anche gli stessi dati Auditel, i cosiddetti Ascolti TV: da quando il Biscione ha iniziato a proporre questi orari, la stragrande maggioranza delle prime serate incassata cifre molto basse o trend di visione in calo ravvisabili nei grafici a curva. Ma a quanto pare in quel di Mediaset non sono granché interessati a cambiare piani: spingere La Ruota della Fortuna a ridosso delle ore 22:00 serve a portare artificiosamente al successo il quiz di Gerry Scotti e l’immagine stessa di Mediaset che può finalmente vantare un programma quotidiani di successo fra i tantissimi bocconi amari che ingoia da tempo in buona parte del daytime. Ora però la protesta si fa ancor più accorata: anche i produttori delle fiction Mediaset chiedono alla tv di Pier Silvio Berlusconi di fare un passo indietro…

Produttori fiction contro Mediaset: riportare la prima serata ad orari più umani

Le parole di Carlo Degli Esposti di Palomar

A dare il calcio di inizio a questa protesta è stato Carlo Degli Esposti, fondatore di Palomar, la società che produce fiction con Vanina – Un Vicequestore a Catania e Makàri: “Ridateci la prima serata, in modo che le persone possano seguire le storie fino alla fine e andare a dormire a un orario umano. Il pubblico a cui la fiction parla è la gente che lavora e i ragazzi che vanno a scuola“. In una intervista ha aggiunto: “La prima serata non può iniziare oltre le ore 21:20 – 21:30 […] Sarebbe auspicabile ridurre un po’ la durata dei game show. Anche per lasciare spazio a una seconda serata dove poter sperimentare con nuove idee e formare nuovi talenti”.

Le parole degli altri produttori di fiction

Il quotidiano La Repubblica ha deciso di fare una racconta di dichiarazioni raccolte presso gli altri produttori di fiction e serie tv italiane. Riccardo Tozzi di Cattleya (produco Gerri, Petra e Gomorra – Le Origini) si espone senza mezzi termini: “Se la prima serata ritardata continua, il risultato sarà un dimezzamento della programmazione di serialità. La fiction è una componente storica dell’industria […] e l’orario non è un dettaglio. La fruizione della serialità sulla tv generalista è diversa, la visione comune e contemporanea ha una funzione narrativa ma anche sociale“. A queste rimostranze si accodano anche Pietro Valsecchi di TaoDue (le menti dietro a Il Patriarca e Maria Corleone) e Verdiana Bixio di Publispei (I Cesaroni e I Casi di Teresa Battaglia) che sostengono che non si possa vivere solo di “quiz e montepremi” e che la visione sempre più notturna porterà lo spettatore ad una “stanchezza” generale.

Le repliche di Rai e Mediaset sugli orari della prima serata

Il quotidiano ha provato a sentire anche l’altra campana, ovvero direttori e responsabili di Rai e Mediaset. Come già detto a Mediaset fanno spallucce: “Ridurre l’access per noi oggi è complicato ” – spiega Daniele Cesarano, direttore delle Fiction. Un po’ più netta è la risposta di Maria Pia Ammirati di Rai Fiction che punta il dito verso il competitor tirando in ballo un lapalissiano esempio: “Martedì con la replica di Montalbano siamo partiti alle ore 21:40, Non molto lontano dall’orario invocato da Degli Esposti. Lo sforzo della Rai è quelli di anticipare sempre di più, rispondere alle esigenze del consumo di serialità. Offriamo 4 prime serate su Rai1, ci aiutiamo rosicchiando minuti, intento che si può condividere con gli altri”.

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