Rai Gulp

Rai dovrebbe ritirarsi da Junior Eurovision

Dopo l'imbarazzante progetto televisivo costruito attorno a Junior Eurovision 2026, Rai dovrebbe abbandonare il concorso. L'editoriale.

Tv Italiana 26/10/2026

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“Da questo magico tavolo posso parlare con voi, così non mi sento da solo“: sono state queste le prime timide parole di Mario Acampa alla conduzione dello speciale programma di prima serata dedicato al racconto di Junior Eurovision 2026. Poche e semplici parole che hanno reso chiaro il poco sforzo produttivo che mai come quest’anno Rai ha deciso di infondere sul progetto. Una promozione dell’evento quasi completamente assente sulle reti Rai – solo The Voice Senior ha accennato al programma in un segmento di 1 minuto -, l’assenza di una conferenza stampa, lo spostamento su Rai Gulp, lo studio costruito nello sgabuzzino de L’Alberto Azzurro con pezzi di scenografia riciclati, l’assenza di un ospite o di un co-conduttore che avrebbe aiutato Acampa nel commento: questi sono sono alcuni degli indizi che ci portano a pensare che, a questo punto, Rai debba ritirarsi da Junior Eurovision.

Rai dovrebbe ritirarsi da Junior Eurovision

L’evento c’è ma non si vede

Questo nostro editoriale non vuole essere disfattista e né tantomeno polemico ma, davanti a quanto realizzato da Rai per Junior Eurovision 2026, vien da chiedersi quali siano le ragioni per cui la nostra Tv di Stato sia ancora in gara in questo concorso. Che Rai non creda più in alcun modo nel progetto è cosa nota: negli ultimi quattro anni la serata musicale è stata premiata con la messa in onda su Rai Uno, poi slittata su Rai Due e quest’anno finita addirittura nei meandri di Rai Gulp, un canale fallito che la stessa Rai si prepara a chiudere fra poco più di due mesi in quanto completamente abbandonato dal pubblico. Nonostante avesse tra le mani un concorso a tiratura europea, però, Rai ha deciso di non pubblicizzare Junior Eurovision 2026 volutamente: per la prima volta non è stata indetta alcuna conferenza stampa, sulle reti generaliste non è stata passata alcuna pubblicità dell’evento, nemmeno programmi a tema musicale come Musica Mia o Playlist hanno reclamizzato l’appuntamento televisivo. Solo The Voice Senior lo ha fatto e con un micro-spazio di un minuto, giusto il tempo di far apparire Matteo Trullu e dire che lo hanno inventato loro. E ora la reclàme! Tric-trac!

Gli Ascolti Tv più imbarazzanti di sempre

E questo non poteva che essere un boomerang per gli Ascolti. L’edizione 2026 di Junior Eurovision ha registrato solo 21.000 spettatori medi pari allo 0.1% di share. Praticamente i cittadini del piccolo comune di Anagni (in provincia di Frosinone). Un risultato che riporta il concorso indietro di cinque anni, a quanto il pubblico era ancora televisivamente frastornato dalla Pandemia. Se la promozione non c’è stata, se gli Ascolti non sono arrivati, è anche colpa di un effort sempre meno presente in quel di Viale Mazzini.

Lo show in diretta dallo sgabuzzino di Dodò

Se negli scorso anni, Rai ha provato a realizzare uno show per ragazzi con una scenografia ad hoc, quest’anno nemmeno ci hanno provato. Mario Acampa si è trovato completamente da solo, in uno studio mezzo vuoto e con una scenografia arronzata con pezzi palesemente di riciclo. Lo sottolineano l’insegna luminosa “united by music” e i ghirigori scenici sullo sfondo che facevano parte dell’identità grafica di Junior Eurovision 2025. E poi qualche faretto che messo così fa pure tristezza. L’edizione di quest’anno del JESC era ispirata alle feste di paese con quelle tipiche luminarie che fanno da cornice alle feste estive siciliane o pugliesi, con colori vividi e gioiosi. Rai c’ha messo una tenda scura. Possibile che in quel di Torino non si è riusciti nemmeno a coinvolgere una scolaresca per allestire almeno un po’ di pubblico?

Matteo, sai fare di più

La spedizione italiana a Junior Eurovision 2026 anche stavolta si è confermata come fra le più dimenticabili. Il seppur molto brano Matteo Trullu si è trovato ingabbiato in una performance che voleva essere rock ma non lo era; che voleva essere romantica ma non lo è stata; che voleva essere a misura di ragazzi ma che si è rivelata essere su misura di spending review. Una scenografia vuota, poche inquadrature incrociate male e una ballerina che ha avuto ingrato compito di riempire l’assenza di qualsiasi elemento scenico degno di nota. Non discutiamo la canzone perché quelli son gusti. L’Italia è arrivata undicesima su sedici.

A corredo, aggiungiamo anche che lo spokesperson scelto per annunciare i voti è stato un bambino a caso (la stragrande maggioranza dei Paesi in gara hanno richiamato un loro rappresentante nelle scorse annate del concorso) e che la giuria tecnica scelta da Rai per votare lo show è stata una compagnia di musical semi-amatoriale scovata a Brandizzo (piccolo comune vicino Torino). C’è davvero ben poco da aggiungere: il disinteresse a voler creare qualcosa di appena sufficiente è palese. A questo punto, ribadiamo la domanda: se Rai non è interessata a partecipare a Junior Eurovision, perché lo fa?

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