Rai Tre
Ex direttore Rai3 attacca lâAD Giampaolo Rossi: âGravissime dichiarazioniâ
L'AD Rai Rossi aveva denigrato la vecchia Rai Tre bollandola come una rete schierata e inconcludente. La replica dell'ex direttore responsabile,
Tv Italiana 09/06/2026

Oltre alle dichiarazioni su Amadeus, lâAmministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi ha rilasciato altre problematiche dichiarazioni nel corso dellâedizione 2026 del Festival dellâInnovazione del quotidiano Il Foglio. Il manager ha parlato della sua nuova Rai Tre definendola migliore rispetto a quella costruita negli anni precedenti dagli ex direttori di rete: âMentana dice che il pubblico di Rai Tre si è trasferito su La7? Io lo rivendico come un grande successoâ â ha spiegato lâAD -âLa Rai Tre degli ultimi 15 anni era unâanomalia del servizio pubblico, quella che i giornalisti chiamavano Tele Kabul. Si era trasformata da canale del sociale a canale dellâideologia. Oggi Rai Tre è un canale da servizio pubblico, plurale nei racconti: convivono Ranucci e Giletti, Salvo Sottile e Gomez, Roberto Inciocchi e Marco Damilano. Una rete appaltata a un blocco ideologico ma finanziata con soldi pubblici non era correttaâ. Ovviamente queste affermazioni non potevano che scatenare urgenti repliche da parte delle persone chiamate in causa.
Andrea Vianello contro Giampaolo Rossi: âGravissime dichiarazioniâ
âLeggo unâintervista sul Foglio dellâAD Rai che definisce Rai Tre dellâultimi 15 anni unâanomalia e che è orgoglioso di aver cancellatoâ â scrive Andrea Vianello, uno degli ultimi direttori del terzo canale Rai prima della rivoluzione in generi â âEssendone stato il direttore dal 2013 al 2016 reputo gravissima questa dichiarazione verso lo straordinario e vincente gruppo di lavoro della Rete,Rai Tre è stata in quelli anni un canale vincente, intelligente, culturalmente stimolante, giornalisticamente eccezionale e un cardine cruciale del servizio pubblico. Spero vivamente che quelle affermazioni siano state fraintese e che arrivi una smentita chiara e precisaâ aggiunge sul suo profilo social ufficiale.
Le altre reazioni
Anche i membri della Commissione di Vigilanza Rai del Partito Democratico hanno replicato a tono alle folli parole di Giampaolo Rossi: âLâAD della Rai è in pieno delirio. Lâunica vera ideologia è quella che emerge dalle sue parole e testimoniano una allergia a tutto ciò che in democrazia viene definito pluralismo, principio costituzionalmente tutelato nella nostra Repubblica. Su Rai Tre abbiamo assistito alla ammissione di colpa della sistematica demolizione del canale. Rivendicare il calo di Ascolti e la fuga da Rai3 e definire il canale una anomalia è irrispettoso della storia di questa rete e soprattutto di chi ci lavora. Che la Destra fosse ossessionata da Rai Tre si sapeva ma arrivare a favorire i competitor con scelte sbagliate e approfittando della voluta fase di stallo in Commissione parlamentare di Vigilanza è una forma di autolesionismo aziendale inaccettabileâ (fonte)
Si è risentita anche la redazione del TG3: âLe giornaliste e i giornalisti del Tg3 colgono lâoccasione del dibattito pubblico sullâidentitĂ di Rai Tre per ribadire la preoccupazione giĂ espressa in proposito piĂš volte negli ultimi anniâ â spiega in una nota il comitato di redazione â âAbbiamo conferma dalle parole dellâAmministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi che lo smantellamento dellâidentitĂ della Rete è stata una scelta editoriale precisa. Constatiamo che questa scelta ha disorientato il pubblico storico della Rete su cui andiamo in onda, causando una evidente emorragia di Ascolti a favore, in particolare, di una televisione concorrente. Noi, quindi, insieme a tutto il pubblico ci chiediamo quale sia adesso la nuova identitĂ di Rai Tre. Speriamo vivamente che ne ritrovi una e che lo smantellamento della linea editoriale consolidata non significhi radere al suolo il nostro pubblico e di conseguenza il nostro Tg, presidio fondamentale del pluralismo dellâinformazione nel servizio pubblico. Visto che lâAmministratore Delegato si richiama alla stagione di Angelo Guglielmi, quando Rai Tre era âun grande canale del socialeâ, ci chiediamo se non sia questo lâorizzonte a cui tornare al piĂš presto, giĂ a partire dal prossimo palinsestoâ. (fonte)
Anche Roberto Natale del CdA Rai si è espresso sulle pagine di Articolo21: âCâè un aspetto di straordinaria gravitĂ nellâintervista rilasciata dallâAD Rai Giampaolo Rossi. Assieme a una condivisibile rivendicazione del ruolo del servizio pubblico come pilastro dellâindustria nazionale, Rossi fornisce unâanalisi inaccettabile dellâesperienza di Rai Tre: rivendica incredibilmente come suo âgrande successoâ la fuga di spettatori che la rete ha subĂŹto a favore de La7; liquida gli ultimi 15 anni di Rai3 come âunâanomalia del servizio pubblico, che da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dellâideologia. Una rete appaltata a un blocco ideologico e culturale ma finanziata con i soldi pubbliciââ. Queste parole non solo offendono i tanti professionisti â non militanti politici â che negli ultimi 15 anni, su Rai Tre, hanno portato al servizio pubblico Ascolti e credibilitĂ , ma sono in radicale contraddizione con le linee-guida editoriali che, a inizio mandato, questo CdA ha approvato allâunanimitĂ e che indicano tra gli obiettivi principali quello di restituire unâidentitĂ definita a Rai Due e â per quel che riguarda lâapprofondimento informativo â soprattutto a Rai Tre. Le sue parole sono una pessima premessa allâimminente presentazione dei palinsesti Rai, che di quelle linee-guida devono invece essere una prima traduzioneâ.







