Rai Tre
Rai sospende repliche estive di Report: scatta nuovo caso Tele Meloni
La direzione Rai trova l'ennesimo cavillo per colpire Report. cancellate le repliche estive. Fra Ranucci e redazioni parte la protesta.
Tv Italiana 12/07/2026

Ci risiamo. Ancora una volta la Rai di Giampaolo Rossi si trovare a dare contro a Report, la più importante trasmissione d’inchiesta della tv nazionale. Stavolta però l’attacco è più subdolo del previsto e non punta tanto a colpire la fattura dei servizi del programma di Rai Tre ma sulla figura di Sigfrido Ranucci, frontman del progetto tv dal 2017. Attraverso un articolato sistema di accuse e allusioni, il conduttore è stato messo sotto la lente d’ingrandimento da alcuni quotidiani di Destra con l’accusa di fraternizzare con persone legate alla criminalità organizzata; una accusa che minerebbe la credibilità di Rai Tre. Accuse che Ranucci respinge in pieno assieme al comitato di redazione del programma. Ne consegue che la direzione approfondimento Rai di Corsini ha deciso di sospendere le repliche estive di Report in attesa di capire cosa farne del programma e/o di Ranucci. Facciamo un passo indietro e capiamo com’è nato il fattaccio e come si sta evolvendo.
Rai sospende repliche estive di Report: scatta nuovo caso Tele Meloni
La bomba a Ranucci e Lavitola
I fatti risalgono al 16 ottobre 2025: una bomba viene fatta esplodere sotto l’auto di famiglia di Ranucci, a pochi metri dalla sua casa a Pomezia. Un attentato al giornalista che già da anni vive sotto scorta a causa delle svariate minacce di morte ricevute da vari esponenti della criminalità negli anni. Poche settimane fa, a seguito di alcune intercettazioni telefoniche, si scopre che ad esser coinvolti nel posizionamento dell’ordigno sono dei malviventi residenti nella regione Campania; i quattro arrestati si erano raccontati per telefono tutta la dinamica dell’attentato oltre a parlare di pagamenti in contanti ricevuti da un committente. Ed è proprio da qui che le successive indagini portano le Forze dell’Ordine sulle tracce di Valter Lavitola, un amico personale di Ranucci. Lavitola avrebbe perlustrato la zona dell’esplosione e assoldato un terzo uomo a cui affidare l’incarico di cercare gente disponibile al posizionamento dell’ordigno, secondo le prime ricostruzioni. La procura di Roma dispone il sequestro di cellulari e dispositivi vari per capirci qualcosa di più e il nome di Sigfrido Ranucci compare in una sorta di sondaggio esplorativo in cui viene testata la credibilità del giornalista come volto del Centro – Sinistra in ambito politico. Lavitola smentisce categoricamente di aver attentato alla vita di Ranucci data anche l’amicizia con il conduttore di Report. Lo stesso Ranucci ha espresso profondo sgomento davanti a questa notizia.
La carica delle accuse su Ranucci
L’esistenza di un legame fra Ranucci ed un uomo accusato in passato di estorsioni, ha fatto brillare gli occhi a tutti coloro che da tempo fanno terra bruciata attorno al giornalista reo di essere troppo “scomodo” con le inchieste di Report. Il primo a uscire pubblicamente con un commento è sorprendentemente il direttore Rai meloniano Corsini con delle dichiarazioni al Corriere della Sera che smentirà poche ore dopo: “Aspettiamo la magistratura, ma poi chiamerò Ranucci perché deve chiarire questa vicenda inquietante […] Se avessero usato il metodo Report per questa storia, Ranucci sarebbe già al gabbio. Se fosse capitato a me ora sarei già crocifisso. Report è una trasmissione di cui la Rai ha il marchio. Nel prossimo palinsesto c’è e andrà avanti comunque, poi magari può condurla Giorgio Mottola o un altro“. Dichiarazioni che non smentisce ma ribadisce Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia a Vista: “Se qualcuno usasse il metodo Report su questa vicenda, finirebbe in maniera molto spiacevole per Report“. La folle accusa che viene riportata su vari quotidiani di Destra è che Ranucci si sia fatto bombardare l’automobile di famiglia con la complicità di Lavitola per creare attorno a sé facili consensi in vista di una potenziale prossima candidatura politica. Le pagine social di Lega – Salvini Premier e Fratelli d’Italia hanno cavalcato la notizia con vari post accusatori. Il partito della Premier Meloni aveva depositato una denuncia in procura rispetto a presunte inchieste di Report maneggiate da Lavitola. Accuse a cui Ranucci ha smentito nuovamente.
Ranucci riceve le dovute difese
Ranucci ha ricevuto anche delle legittime difese, visto che ad oggi non è colpevole di alcunché. Specie dopo la notizia che Rai ha deciso di cancellare gli appuntamenti di Report previsti per tutta l’estate. Ad esporsi in primis è il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti: “La vicenda dell’attentato a Ranucci è diventata lo sfondo per manovre poco chiare. Le indagini sono in pieno svolgimento e nessun giudizio al momento si può esprimere nel merito. Proprio per questo non si comprende cosa spinga la RAI a sospendere “a titolo cautelativo” la messa in onda di repliche di Report. Si tratta di puntate di un programma giornalistico d’inchiesta che molti cittadini hanno già visto e che dovrebbero essere sempre fruibili online. Si tratta di una decisione sbagliata, incomprensioni e difficilmente spiegabile“. (fonte)
Anche la redazione di Report ha trovato incomprensibile la cancellazione degli appuntamenti estivi del programma: “Veniamo a sapere che la Rai ha deciso di sospendere le repliche estive di Report “in attesa che si chiarisca la posizione di Ranucci”. E che lo abbia fatto addirittura per tutelare noi. Non comprendendo quale connessione possa esserci tra i fatti emersi in questi giorni e le nostre inchieste, riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione. È grave che fino a ieri il Direttore Paolo Corsini abbia valutato con gradimento la qualità delle repliche e oggi in concomitanza con le richiesta di Libero del gruppo Angelucci sull’opportunità di mandarle in onda sia stata assunta questa iniziativa. Del resto, questa decisione è l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni, che culmina nella recente richiesta di Fratelli d’Italia di svolgere un’indagine interna alla Rai su Report. Quindi verrebbe da dire: non vedevano l’ora. Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi stia dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci, che ricordiamo è parte lesa in un procedimento giudiziario. La redazione di Report è un gruppo di redattori testati nella loro qualità, indipendenza e rigore da moltissimi anni. Amiamo questo lavoro come parte decisiva della nostra vita. Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro“. (fonte)







