Polemiche
Ranucci pronto a portare Rai in tribunale dopo l’espulsione da Report
Assieme ai suoi avvocati, Sigfrido Ranucci ha inviato a Rai Approfondimenti formare contestazione per la sua espulsione da Report. Chieste motivazioni e prove.
Tv Italiana 30/08/2026

Attorno a Report continuano ad alzarsi nuovi polveroni. Dopo l’annuncio ufficiale Rai in cui si svela l’espulsione di Sigfrido Ranucci e l’introduzione di due nuovi conduttori, la redazione del programma si è immediatamente schierata in difesa del conduttore cacciato senza alcun tipo di pre-avviso o discussione interna alla programma. Nelle ore seguenti a quanto appena raccontato, politici di Destra e giornalisti con loro schierati hanno festeggiato la decisione presa dalla Rai: “Giusto così” ha scritto Matteo Salvini: “A me non me ne frega niente dell’attentato, di chi è stato, di chi non è stato o se l’ha saputo o se non l’ha saputo. L’hanno rimosso da quella conduzione. Ripeto: sono felice” ha commento Ignazio La Russa sottolineando il risentimento che cova nei confronti della trasmissione che tanti servizi gli aveva “dedicato”. In questo clima di grande rivendicazione generale – sotto l’ombra di Tele Meloni -, gli inviati di Report hanno accusato Rai di aver cacciato Ranucci seguendo un “ evidente mandato politico” e lo stesso Sigfrido Ranucci ha deciso di rivolgersi ai suoi legali.
Ranucci pronto a portare Rai in tribunale dopo l’espulsione da Report
Stando alle notizie riportate questa mattina 30 agosto 2026, Sigifrido Ranucci e i suoi avvocati avrebbero deciso di inviare una formare contestazione formale a Paolo Corsini, direttore Rai dei programmi d’approfondimento nonché noto militante di Fratelli d’Italia. Come spiega Open “la difesa di Ranucci sostiene che la lettera di estromissione non contenga «alcun fatto specifico» o prova a supporto, rendendo le motivazioni «manifestamente insussistenti». Il giornalista ha chiesto la sospensione immediata del provvedimento, preannunciando una battaglia in tribunale per il danno all’immagine e alla carriera”.
Nel frattempo, il caso Ranucci finisce all’EuroParlamento
Ma non è tutto. Secondo quanto spiega il quotidiano La Repubblica, l’eurodeputato PD Sandro Ruotolo ha presentato un’interrogazione alla Commissione UE denunciando la violazione del Media Freedom Act e il tentativo di silenziare l’informazione d’inchiesta in vista delle prossime elezioni. Lo stesso Ruotolo nei giorni scorsi si era pubblicamente espresso parlando di un grande complotto ordito dal Governo Meloni: “Non è una decisione che arriva dal nulla. Da mesi esponenti della maggioranza attaccavano Ranucci e Report. In questi giorni si sono espressi anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e, ripetutamente, esponenti di Fratelli d’Italia. Il bersaglio era evidente. Oggi arriviamo al risultato. Questa destra è insofferente al controllo del giornalismo. Non ama il giornalismo d’inchiesta perché il giornalismo d’inchiesta controlla il potere: fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che il potere preferirebbe non vedere raccontato. E c’è un elemento che rende tutto ancora più grave: siamo alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027″ aveva scritto su Facebook.







