Sanremo 2026

Sanremo 2026: le pagelle della prima serata del 24 febbraio

Le pagelle di Sanremo 2026: voti e pareri sulla prima serata del 24 febbraio, quella con l'attore turco Can Yaman.

Tv Italiana 25/02/2026

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Omaggio a Pippo Baudo: VOTO 8

Era doveroso aprire il Festival di Sanremo 2026 con Pippo Baudo, un uomo che ha condotto il maggior numero di edizioni e che fra imprevisti, scandali, polemiche e rivoluzioni ha segnato per sempre la storia della più importante manifestazione musicale italiana. Fai riecheggiare la sue voce, quasi ci stessa parlando da lassù è stata una idea interessante. Meno curata la scelta di trasmette un filmato d”archivio – in 4:3 e con una cornice grafica moderna – per introdurre in teatro Laura Pausini. Mantenere la stessa scelta stilistica sarebbe stata da 10. Lodevole la presenza dei figli in prima fila.

Can Yaman co-conduttore: VOTO 6,5

Bello, possente e sorridente, Can Yaman è stato senza alcun ombra di dubbio un co-conduttore mai fuori posto. Certo, da un attore che per lunghi anni si è prestato a serialità comedy ci si aspettava qualche momento di spettacolo più divertente. La scelta di coinvolgerlo in una lezione musicale in turco con Laura Pausini o il confronto poco sentito con Kabir Bedi non sono state delle idee da grande show. Anche a livello stilistico, inoltre, la scelta di infagottarlo in queste strette giacche hanno reso goffo il bel Can.

L’omaggio a Peppe Vessicchio: VOTO 5

È un peccato che Peppe Vessicchio sia stato omaggiato solo con un breve filmato composto da pezzi d’archivio. A salvare la baracca è stato il lungo applauso esploso in sala da parte degli spettatori in platea e il gesto altrettanto spontaneo di Laura Pausini di evidenziare l’accaduto con un plateale gesto. Senza parenti a prendersi le ovazioni, Carlo Conti ha adoperato questo spazio per ricordare altri defunti celebri:  Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Gacobbe e Sandro Pettenati. Non doveva essere lo spazio per Vessicchio?

L’Intelligenza Artificiale di TIM: VOTO 0

Tanto inaspettato quanto imbarazzante è stata la nuova idea creativa pensata da TIM per promuoversi all’interno della kermesse: utilizzare in diretta l’intelligenza artificiale per modificare le immagini inquadrate dalla regia e mandate in onda. In questa prima serata- sulle note di “Papaveri e Papere” – il conduttore e il pubblico in platea sono stati trasformati in anatroccoli. Una idea svolta così male che vien da ricredersi che Sanremo quest’anno sia svolto da dei professionisti.

L’apertura con Olly: VOTO 6,5

È diventata quasi una tradizione quella di far aprire il Festival con l’esibizione del vincitore uscente. E così è stato anche stavolta: Olly è salito sul palco, quasi con lo stesso outfit dello scorso anno – camicia e canottiera in vista – ma con colori diversi. L’esibizione è stata standard senza guizzi e scelte sceniche particolari. Una bella sufficienza.

Il medley di Tiziano Ferro: VOTO 8

Tiziano Ferro si è esibito con un medley di alcuni fra i suoi brani più famosi: “Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Lo stadio” e “Xdono”. Prima di lasciare la scena, si è esibito con il suo ultimo brano dal titolo “Sono un grande”, un titolo che l’artista ha voluto spiegare: non è un imbrodarsi da soli ma una infusione di autostima per chi nella vita di tutti i giorni si sottostima. Davvero un bel messaggio. 

La testimonianza di Gianna Capaldi Pratesi: VOTO 5

Voleva essere uno spazio di Servizio Pubblico? Probabilmente sì. Ma il segmento allestito per raccontare la nascita della Repubblica Italiana è risultata piuttosto raffazzonata: l’intervista con la signora Pratesi è stata un po’ vaga, con una imprevista uscita di stampo politico che ha dato una nota di colore e di imprevidibilità ad una messa in scena parecchio caotica. E a condire la scarsa riuscita del momento c’è stato anche un grave erroraccio passato nella grafica sullo sfondo.

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