Polemiche

C’è troppa cronaca nera in tv: AgCom apre comitato di vigilanza

Dopo le osservazioni degli scorsi mesi, AgCom annuncia l'apertura di un comitato di vigilanza che regoli la troppa cronaca nera in tv.

Tv Italiana 13/06/2026

article-post
Aggiungi Tv Italiana tra le tue fonti preferite su Google

Vi avevamo già parlato un paio di mesi fa del fatto che la cronaca nera stia inondando sempre di più la televisione italiana e che, proprio in virtù di questo, anche AgCom – l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avesse iniziato ad interrogarsi su quanto tutto questo fosse realizzato in maniera lecita ed eticamente corretta. A fare da collante a questa gigantesca presenza del real crime sulle reti generalista è certamente il Caso Garlasco, oramai usato come macchina gonfia-share anche in programmi che nulla centrerebbero con il racconto di questa incredibile guerra giudiziaria fatta di accusatori e accusati. Dopo le prime indagini realizzate dal Garanza, AgCom è giunta alla conclusione che c’è qualcosa che non va ed ha deciso di istituire un comitato di vigilanza che sorvegli quanto e come vengano raccontati i casi di cronaca nera nel Piccolo Schermo.

C’è troppa cronaca nera in tv: AgCom apre comitato di vigilanza

Come ufficializzato da una note stampa, “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni rende noto che si è ricostituito il Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive”; una entità rimasta inattiva dal 2012 che solo oggi torna a riaccendere i motori. Il suddetto comitato di vigilanza sarà composto da Margherita Cassano, Barbara Scaramucci e Alessandro Casarin per l’Autorità (tra i quali sarà individuato il Presidente nella prima riunione) a cui si aggiungono Rosario Alfredo Donato per Confindustria Radio Televisioni (CRTV); Alessia Caricato per AERANTI-CORALLO; Ferruccio De Bortoli per il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti; Vittorio Di Trapani per la Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI). A questi, si aggiungono anche responsabili dei gruppi televisivi italiani: Giovanni Crudele per La7 S.p.A.; Francesco Giorgino per RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A.; Maria Eleanora Lucchin per Mediaset.

AgCom controllerà anche podcaster e creator

Come spiega AgCom, ad essere controllati ed eventualmente sanzionati saranno anche podcaster e creator specializzati nel real crime:”tra i primi compiti del Comitato vi sarà l’aggiornamento del Codice del 2009, al fine di declinarne i principi anche con riguardo ai nuovi attori dell’ecosistema digitale, e la promozione dell’adesione volontaria da parte di soggetti oggi non firmatari, come le associazioni rappresentative dei creator digitali e dei podcaster. Il Comitato eserciterà inoltre funzioni di monitoraggio sulla corretta applicazione del Codice vigente, esaminando i dati di monitoraggio sulla copertura mediatica delle vicende giudiziarie, le segnalazioni relative a presunte violazioni e adottando risoluzioni da trasmettere all’Autorità per i seguiti di competenza, nel rispetto del principio del contraddittorio“.

L’esplosione del real crime in tv

Per ingrossare i propri Ascolti, si sono moltiplicati i programmi tv che si sono messi a parlare del caso Garlasco e più in generale di cronaca nera. Per esempio, su Rai Uno: Storie Italiane, La Vita in Diretta, Cinque Minuti, Porta a Porta, Domenica In; su Rai Due Ore14, Ore14 Sera, Nella Mente di Narciso, Linea di Confine; su Rai Tre: Chi L’ha Visto, Lo Stato delle Cose, FarWest; su Rete Quattro Quarto Grado, Quarta Repubblica, È Sempre Cartabianca, 4 di Sera, Dritto e Rovescio e Diario Del Giorno; su Canale Cinque: Mattino 5 e Dentro la Notizia; su Italia Uno Le Iene e Le Iene presentano Inside. AgCom riuscirà a mettere un freno a questo dilagare di cronaca nera in tv?

In questo articolo:

Potrebbe interessarti anche