Eurovision
Mia Ceran: quanti errori su Eurovision per la conduttrice di Tv Talk!
La conduttrice di Tv Talk Mia Ceran ha realizzato un podcast su Eurovision 2026 pieno zeppo di errori e gravi imprecisioni.
Tv Italiana 14/05/2026

Mia Ceran è attualmente la conduttrice di Tv Talk: l’unico programma della televisione generalista che si occupa di raccontare, spiegare e discutere di quanto vada in onda sul cosiddetto piccolo schermo. Un ruolo di rilevanza che necessita sicuramente di una figura sul pezzo, tanto nella conduzione di un talk show quanto nella preparazione sul tema che mai come negli ultimi anni è diventato spinoso e frastagliato. Ecco, a questo proposito, dobbiamo denotare che la giornalista non è proprio sul pezzo quando si tratta di Eurovision: la 39enne ha da poco pubblicato un podcast sul concorso musicale stracolmo di sviste ed errori degni solo di uno sbadatissimo stagista.
Mia Ceran e il podcast pieno di errori su Eurovision
Errori su claim e record di Eurovision
Il podcast di Mia Ceran dal titolo NowWhat -Boicottare l’Eurovision parte fin da subito con una gaffe: “In 70 anni è diventato di fatto il concorso televisivo non sportivo più visto nel mondo“. La giornalista voleva evidentemente dire che Eurovision è la trasmissione tv non sportiva più seguita al mondo. Anche perché di altri concorsi televisivi a tiratura europea o mondiale non ce ne sono. Gaffe anche sullo slogan di Eurovision: “La narrazione è sempre stata United By Music“. In realtà questo claim è in vigore solo dal 2024 mentre il concorso si svolge dal 1956. Ma andiamo avanti…
Il vero (falso) nome di Sal Da Vinci
Secondo Mia Ceran, il vero nome di Sal Da Vinci è Salvatore Esposito. Ovviamente non è così: all’anagrafe il cantante si chiama Salvatore Michael Sorrentino. Sarebbe bastata anche una frettolosa ricerca su Wikipedia per scoprirlo. Salvatore Esposito è il nome di uno dei più celebri attori della saga Gomorra – La Serie. Non contenta, Ceran sbaglia pure il nome del padre di Sal, che chiama Armando Da Vinci. SI chiamava più semplicemente Mario Da Vinci (all’anagrafe Alfonso Sorrentino). Ma con gli errori siamo solo agli inizi…
Rai (non) ha chiesto un palestinese in gara
Al minuto 07:30 circa, Mia Ceran riporta che “la Rai ha chiesto agli organizzatori di Eurovision di ammette in gara un artista palestinese. Ma la richiesta è stata respinta“. La giornalista cita come fonte un rumor de Il Mattino. In realtà i fatti non starebbe proprio così: come raccontato dalla stessa Rai in conferenza stampa – quella dell’8 maggio 2026 – Rai aveva chiesto di inserire nei vari spazi di spettacolo la partecipazione di un performer palestinese fuori gara. Anche perché appioppare un artista palestinese ad uno dei Paesi in gara già pre-selezionati anzitempo non sarebbe fattibile in alcun modo, specie se in maniera così forzosa.
La semifinale non è giudicata solo dal televoto
In conclusione, il podcast propone anche una informazione non aggiornata: Mia Ceran racconta al suo pubblico che “i Paesi che gareggiano nelle due semifinali devono conquistarsi il posto in finale con il televoto“. Una regola valida… ma fino allo scorso anno. Dall’edizione 2026, infatti, anche le semifinali sono giudicate dal televoto e dalle giurie nazionali quest’anno anche più numerose del solito per sfuggire a possibili complotti e interferenze. Sei errori in dieci minuti, niente male Mia!







